POESIA IN RIGA ROSSA
NOwHERE, Gregory Orekhov
IL TAPPETO (ROSSO) TRA LE NEVI CONTRO LA RICERCA DI POPOLARITÀ
Dov’è la linea rossa, il confine da non oltrepassare in nessun caso? Fin dove si possono spingere i nostri desideri di successo e qual è il valore della ricchezza e della gloria di fronte alla fugacità della vita?
L’installazione è stata realizzata nel cuore del Parco di Kazimir Malevich, un tappeto rosso lungo 250 metri che si snoda attraverso una foresta innevata, fondendosi con il paesaggio e creando un contrasto suggestivo tra il rosso intenso e il candore della neve.
Con questo gesto, l’artista riprende il simbolismo tradizionale del tappeto rosso che ha storicamente un significato cerimoniale: nell’antichità tracciava il percorso di vincitori, poi è diventato un simbolo di benvenuto per leader politici e reali. Oggi viene utilizzato anche durante premiazioni o eventi che prevedono la presenza di personaggi dello spettacolo, per trasformarlo in una riflessione critica sui confini, invitando lo spettatore a interrogarsi sul confine tra ciò che è permesso e ciò che invece va oltre, in un contesto in cui fama, ricchezza e potere appaiono insignificanti di fronte alla grandiosità della natura.
Il percorso lungo il tappeto diventa così un’esperienza sensoriale e meditativa, in cui il superamento della “linea rossa” diventa metafora del continuo dialogo tra l’astrazione geometrica e la realtà naturale, stimolando una riscoperta della propria libertà e dei limiti personali.
Poetica, potente, evocativa… l'installazione si configura come un invito immersivo a esplorare gli spazi sottili che si aprono tra presenza e assenza. L'opera trasforma l'ambiente in un palcoscenico dove il silenzio e il vuoto si fanno portavoce di un significato che va oltre il tangibile, offrendo allo spettatore una esperienza sensoriale e meditativa. L'uso di un’elemento essenziale ed evocativo come un’onirico tappeto rosso combinato con un’ambiente rarefatto e cromaticamente a contrasto, crea un'atmosfera sospesa, quasi irreale, in cui ogni elemento sembra voler rivelare e al contempo nascondere verità profonde.
Il minimalismo dell'installazione non è sinonimo di semplicità vuota, bensì di una concentrazione di significati, dove l'assenza di forme complesse lascia spazio alla proiezione delle emozioni individuali. NOWHERE si fa spazio all’interno del bosco per invitare ad una riflessione profonda sull'esistenza, sul senso del vuoto e sulla condizione umana, invitando lo spettatore a perdersi nel labirinto dei propri pensieri e a riscoprire la bellezza dell'imperfezione e del non-detto. La tensione fra la materialità e l'intangibilità diventa il filo conduttore che connette il pubblico a un percorso emotivo, dove ogni osservatore è chiamato a interpretare il linguaggio silente dell'opera secondo la propria esperienza personale.
L'installazione, con la sua capacità di trasformare lo spazio fisico in un reame di introspezione, sfida le convenzioni artistiche tradizionali e apre nuove prospettive sul concetto di presenza artistica. In un mondo dominato dalla frenesia e dalla sovrabbondanza di stimoli, NOWHERE non è solo un’installazione di land art, ma si erge come un'oasi di calma, offrendo uno spazio di respiro e contemplazione che permette di riscoprire il valore della pausa e della riflessione profonda. “Nowhere” non solo trasforma il paesaggio, ma ridefinisce il modo in cui concepiamo il confine tra arte e natura, invitandoci a riflettere sul nostro posto in un mondo in continuo divenire.
© Gregory Orekhov. All rights reserved 2025